Cacciatore che osserva con il binocolo multispettrale HIKMICRO HABROK 4K 2.0 al margine del bosco

Visori termici e notturni: come scegliere tra termico, digitale e multispettrale

Visori termici e notturni: come scegliere

Un visore termico e un visore notturno servono entrambi a vedere quando l'occhio non basta, ma funzionano in modo completamente diverso. Il termico “vede” il calore emesso da animali e oggetti, anche nel buio totale; il visore notturno digitale riprende la luce visibile e infrarossa con un sensore simile a quello di una fotocamera, aiutato da un illuminatore IR. Esistono poi i dispositivi multispettrali, che uniscono i due canali in un solo strumento.

In questa guida vediamo come funzionano le diverse tecnologie, quali caratteristiche tecniche contano davvero (risoluzione del sensore, NETD, obiettivo, distanza di rilevamento, display, batteria), le differenze tra monocolo, binocolo, ottica da puntamento e clip-on, come leggere le sigle dei modelli Nocpix e HIKMICRO e i principali campi di utilizzo, con un cenno alla normativa italiana. I dati tecnici sono quelli dichiarati dai produttori.

Termico, notturno digitale o multispettrale: le differenze

Come funziona un visore termico

Ogni corpo emette radiazione infrarossa in funzione della propria temperatura. Il cuore di un visore termico è un microbolometro non raffreddato, quasi sempre all'ossido di vanadio (VOx): una matrice di pixel che misura le minime differenze di temperatura nella scena e le trasforma in un'immagine. Il termico non ha bisogno di alcuna luce, funziona allo stesso modo di giorno e di notte e fa risaltare un animale caldo anche quando è mimetizzato nella vegetazione.

Ha però dei limiti: non vede attraverso il vetro (un finestrino o il vetro di un capanno bloccano l'immagine), non mostra colori e dettagli come una normale ottica e l'immagine perde contrasto quando tutto ha la stessa temperatura, ad esempio dopo una lunga pioggia.

Come funziona un visore notturno digitale

Il visore notturno digitale usa un sensore CMOS molto sensibile, come quello di una videocamera. Di giorno restituisce un'immagine a colori; al crepuscolo e di notte sfrutta la luce residua e soprattutto un illuminatore infrarosso integrato o aggiuntivo, che illumina la scena con una luce invisibile (o quasi) all'occhio umano. L'immagine è più “naturale” e dettagliata di quella termica, utile per riconoscere il capo, ma la portata notturna dipende dalla potenza dell'illuminatore ed è molto inferiore a quella di rilevamento di un termico.

Esistono anche i visori notturni analogici a tubo intensificatore (le cosiddette generazioni), che amplificano la luce residua. Sono una tecnologia diversa e non sono trattati in questa guida.

Multispettrale: termico e digitale in un solo strumento

I dispositivi multispettrali integrano un canale termico e uno digitale, spesso con telemetro laser. Con il termico si individua l'animale anche a grande distanza; si passa poi al canale digitale per osservarlo nel dettaglio. È l'approccio delle serie HIKMICRO HABROK e Nocpix OMNI.

Termico Notturno digitale Multispettrale
Cosa rileva Calore (radiazione infrarossa emessa) Luce visibile e infrarosso riflesso Entrambi, su due canali
Serve luce? No, funziona nel buio totale Sì: luce residua o illuminatore IR Solo per il canale digitale
Uso di giorno Sì Sì, a colori Sì
Punto di forza Trovare animali a grande distanza, anche nascosti Immagine dettagliata e naturale, prezzo più contenuto Ricerca termica e riconoscimento in un solo strumento
Limiti Niente colori, non vede attraverso il vetro Portata notturna limitata dall'illuminatore Peso e prezzo maggiori
Esempi a catalogo Nocpix LUMI, HIKMICRO LYNX HIKMICRO ALPEX e CHEETAH, Nocpix NITE HIKMICRO HABROK, Nocpix OMNI
Cacciatore che osserva la macchia mediterranea con il monocolo termico HIKMICRO LYNX 3.0
Il termico permette di individuare la fauna anche nella vegetazione fitta. Foto: HIKMICRO

Le caratteristiche tecniche che contano

Risoluzione del sensore

È il numero di pixel del microbolometro e il dato più importante di un visore termico: più pixel significano contorni più definiti, più dettaglio e un'immagine che regge meglio lo zoom. Non va confusa con la risoluzione del display, che è quasi sempre più alta.

  • 256×192: livello d'ingresso, adatto all'osservazione a breve e media distanza e alla ricerca del capo.
  • 384×288: buon compromesso tra prezzo e prestazioni per la caccia a distanze medie.
  • 640×512: secondo Nocpix è la scelta più equilibrata per la maggior parte dei cacciatori, con un dettaglio nettamente superiore anche ingrandendo.
  • 1280×1024: il massimo attuale nel civile, per chi osserva a lunga distanza e vuole la migliore definizione.

Passo dei pixel (pixel pitch)

Indica la distanza tra i centri di due pixel adiacenti, in micrometri (µm). Oggi lo standard è 12 µm, mentre i modelli meno recenti usavano 17 µm. Un passo più piccolo permette sensori più compatti e, a parità di obiettivo, un ingrandimento di base maggiore.

Sensibilità termica (NETD)

La NETD (Noise Equivalent Temperature Difference) è la più piccola differenza di temperatura che il sensore riesce a distinguere, espressa in millikelvin (mK). Più è bassa, meglio è: l'immagine resta contrastata e dettagliata anche con pioggia, nebbia, umidità alta o quando l'animale ha una temperatura simile allo sfondo. Nocpix consiglia valori intorno a 20 mK o inferiori; i modelli più recenti di Nocpix e HIKMICRO dichiarano ≤15 mK e la serie Nocpix ACE 2 arriva a ≤12 mK.

Obiettivo: lunghezza focale e apertura

La lunghezza focale dell'obiettivo (in mm) determina l'ingrandimento di base e il campo visivo: una focale corta inquadra un'area ampia, ideale per perlustrare il terreno e muoversi nel bosco; una focale lunga ingrandisce di più ma restringe il campo, ed è adatta a osservare a grande distanza. L'apertura (F0,9 – F1,2) indica quanta energia termica raccoglie l'obiettivo: valori più bassi danno un'immagine più luminosa e contrastata.

Lo si vede bene confrontando i monocoli HIKMICRO LYNX 3.0:

Modello Sensore Obiettivo Ingrandimento di base Campo visivo Rilevamento dichiarato
LYNX LE10 3.0 256×192 9,7 mm 1,4× 18° 500 m
LYNX LE15 3.0 256×192 15 mm 2,2× 11,7° 750 m
LYNX LH19 3.0 384×288 19 mm 1,9× 13,8° 900 m
LYNX LH25 3.0 384×288 25 mm 2,5× 10,5° 1.200 m
LYNX LH35 3.0 384×288 35 mm 3,4× 7,5° 1.800 m

Anche la risoluzione incide sul campo visivo: il binocolo Nocpix QUEST H50R (640×512, 50 mm) inquadra 15,4 × 12,3 m a 100 m, mentre il QUEST S50R, con lo stesso obiettivo ma sensore 1280×1024, arriva a 30 × 24 m mantenendo un'immagine definita.

Ingrandimento e zoom digitale

L'ingrandimento di un visore termico parte da un valore di base (ottico) e prosegue con lo zoom digitale, che allarga l'immagine senza aggiungere informazioni: oltre un certo punto l'immagine diventa sgranata. Per questo un sensore ad alta risoluzione si apprezza soprattutto quando si ingrandisce. Alcuni modelli, come le ottiche Nocpix ACE, aggiungono uno zoom oculare ottico che ingrandisce senza perdita di definizione.

Distanza di rilevamento, riconoscimento e identificazione

La distanza riportata nelle schede è quasi sempre quella di rilevamento: la distanza alla quale un soggetto di circa 1,7–1,8 m (Nocpix usa un bersaglio di 1,7 × 0,5 m) occupa un paio di pixel. Significa vedere che “c'è qualcosa di caldo”, non capire cos'è. Il calcolo si basa sui criteri di Johnson, in condizioni ideali:

  • Rilevamento: il soggetto copre circa 2 pixel; si percepisce una fonte di calore.
  • Riconoscimento: circa 6 pixel, quindi intorno a un terzo della distanza di rilevamento; si capisce il tipo di animale.
  • Identificazione: circa 12 pixel, intorno a un sesto della distanza di rilevamento; si possono valutare i dettagli.

Nella pratica, con nebbia, pioggia o vegetazione le distanze reali sono più brevi. Per confrontare due modelli è più utile guardare risoluzione, obiettivo e NETD che il solo dato di rilevamento.

Frequenza dei fotogrammi

Indica quante volte al secondo si aggiorna l'immagine. I visori per la caccia lavorano a 50 o 60 Hz: immagine fluida quando si segue un animale in movimento o si fa una panoramica. Valori bassi (5–10 Hz, tipici di alcune termocamere per smartphone) danno un'immagine a scatti.

Display

Il display è ciò che l'occhio guarda davvero. I modelli recenti usano microdisplay OLED o AMOLED, con neri profondi e alto contrasto. Si va dai 1024×768 dei modelli d'ingresso al Full HD 1920×1080 fino ai display circolari 2560×2560 delle ottiche Nocpix ACE. Un buon display rende l'immagine più leggibile, ma non aggiunge dettaglio se il sensore è a bassa risoluzione.

Palette di colori

L'immagine termica si può visualizzare con diverse palette: White Hot (caldo bianco, la più usata), Black Hot (caldo nero, più naturale per alcuni), Red Hot (evidenzia in rosso le fonti più calde) e palette a colori o di fusione. Le palette scure o rosse/verdi affaticano meno la vista e disturbano meno l'adattamento dell'occhio al buio.

Calibrazione e tecnologia shutterless

Per mantenere l'immagine uniforme, il sensore termico deve calibrarsi periodicamente. Nei modelli tradizionali un otturatore interno si chiude per un istante, con un piccolo “clic” e un blocco momentaneo dell'immagine. Le tecnologie shutterless, come il sistema HSIS di HIKMICRO, eseguono la calibrazione in background senza interrompere la visione.

Telemetro laser integrato

Molti modelli hanno un telemetro laser (sigle L di HIKMICRO e R di Nocpix) che misura la distanza del soggetto, in genere fino a 1.000–1.200 m. In un'ottica da puntamento il telemetro si integra con il calcolo balistico per correggere il punto d'impatto in base alla distanza.

Batteria, autonomia e resistenza

  • Batteria: le batterie 18650 sostituibili permettono di cambiare batteria al buio in pochi secondi; alcuni modelli combinano una batteria integrata e una 18650 per sessioni più lunghe.
  • Autonomia: le autonomie dichiarate vanno in genere da 4 a 8 ore e si riducono con il freddo, con il Wi-Fi attivo e durante la registrazione.
  • Tenuta: la protezione IP67 garantisce la resistenza a pioggia e immersione temporanea.
  • Registrazione e app: memoria interna (16–64 GB), foto e video, Wi-Fi e app dedicate per lo streaming sullo smartphone. Sulle ottiche da puntamento è utile la registrazione attivata dal rinculo.
Cacciatore che osserva con un monocolo termico Nocpix in riva a un lago di montagna
Un monocolo compatto con batteria sostituibile accompagna tutte le uscite, anche le più lunghe. Foto: Nocpix

Visione notturna digitale: illuminatore IR da 850 o 940 nm

Nei visori digitali la portata notturna dipende dall'illuminatore infrarosso, e la lunghezza d'onda fa la differenza:

  • 850 nm: illumina più lontano e dà un'immagine più luminosa, ma l'emettitore produce un debole bagliore rossastro visibile a distanza ravvicinata.
  • 940 nm: è praticamente invisibile, quindi più discreto con la selvaggina, ma a parità di potenza ha una portata inferiore.

HIKMICRO indica la lunghezza d'onda nel nome: le versioni con la lettera N (ad esempio CHEETAH C32F-SN o HABROK 4K HE25LN) usano l'illuminatore da 940 nm. Sulle ottiche ALPEX l'illuminatore si aggiunge con le torce HM-L128IR da 850 nm o HM-L129IR da 940 nm, mentre la Nocpix NITE D70R ha illuminatori a doppia banda 850/940 nm.

Monocolo, binocolo, ottica da puntamento o clip-on

Monocolo termico: lo strumento per cercare

Il monocolo è il visore termico più diffuso: leggero, si tiene in una mano e si usa per perlustrare il terreno, individuare la selvaggina e controllare la zona prima e dopo l'azione di caccia. Per muoversi nel bosco conviene una focale corta e un campo ampio; per osservare prati e radure a distanza, una focale da 35 mm o più. A catalogo trovi le serie Nocpix LUMI e VISTA e HIKMICRO LYNX, FALCON e CONDOR.

Binocolo termico e multispettrale: osservare a lungo

Il binocolo si usa con entrambi gli occhi: affatica meno nelle lunghe osservazioni, per esempio dall'altana, e si impugna come un binocolo tradizionale. Pesa e costa di più di un monocolo. Le serie a catalogo sono Nocpix QUEST (solo termico, con telemetro) e OMNI (multispettrale) e HIKMICRO HABROK e RAPTOR (multispettrali).

Binocolo termico Nocpix QUEST tenuto in mano nel bosco
I binocoli termici Nocpix QUEST hanno la forma di un binocolo tradizionale e il telemetro integrato. Foto: Nocpix

Ottica termica o digitale da puntamento

L'ottica da puntamento termica o digitale ha il reticolo elettronico e si monta sull'arma come un cannocchiale, con anelli o slitte compatibili. Oltre ai parametri già visti contano la tenuta al rinculo dichiarata, la distanza oculare (più è lunga, più l'ottica è sicura con calibri potenti), i profili di azzeramento memorizzabili per armi o munizioni diverse e la precisione dei clic di regolazione.

A catalogo trovi le ottiche termiche Nocpix ACE, ACE 2 e BOLT e HIKMICRO STELLAR, PANTHER, NEOS e THUNDER, oltre alle ottiche digitali giorno/notte HIKMICRO ALPEX e CHEETAH e Nocpix NITE. Le ottiche digitali sono la soluzione più economica per chi cerca un'ottica utilizzabile sia di giorno sia di notte.

Ottica termica da puntamento Nocpix ACE montata su carabina da caccia
Ottica termica Nocpix della serie ACE su carabina bolt action. Foto: Nocpix
Tiratore che azzera una ottica termica Nocpix con la vista termica del reticolo in sovrimpressione
L'azzeramento al poligono e, nel riquadro, l'immagine termica con reticolo. Foto: Nocpix

Clip-on termico o digitale: senza cambiare cannocchiale

Il clip-on si monta davanti all'obiettivo del cannocchiale diurno, tramite un adattatore, e aggiunge la visione termica o digitale mantenendo il reticolo e l'azzeramento del cannocchiale. È la scelta di chi vuole usare la stessa arma e la stessa ottica di giorno e di notte. Serve l'adattatore giusto per il diametro dell'obiettivo del cannocchiale (HIKMICRO offre adattatori THUNDER da 50 mm e 56 mm, oltre ad altre misure) e conviene usarlo con ingrandimenti bassi o medi: i produttori indicano l'ingrandimento massimo consigliato del cannocchiale. Con l'oculare dedicato molti clip-on si trasformano in monocolo.

A catalogo: Nocpix MATE LITE, MATE H38R e MATE H50R, HIKMICRO THUNDER TH35C 3.0, THUNDER TE19CR 2.0 e i clip-on digitali CHEETAH.

Dispositivi 2 in 1

Alcuni modelli nascono per un doppio uso. I Nocpix SLIM L35 e SLIM H35 si usano come monocolo palmare o come ottica da puntamento e, con l'attacco a sgancio rapido, passano da una modalità all'altra senza riazzerare.

Come leggere le sigle Nocpix e HIKMICRO

Le sigle dei due marchi seguono una logica precisa: una lettera indica la risoluzione del sensore termico, il numero la focale dell'obiettivo in millimetri e un suffisso le funzioni aggiuntive.

Sensore termico Lettera Nocpix Lettera HIKMICRO Esempi a catalogo
256×192 P E Nocpix LUMI P13, HIKMICRO LYNX LE15 3.0
384×288 L H Nocpix LUMI L35, HIKMICRO STELLAR SH35 3.0
640×512 H Q Nocpix LUMI H35, HIKMICRO FALCON FQ35 2.0
1280×1024 S X Nocpix QUEST S50R, HIKMICRO HABROK Pro HX60LS
  • Attenzione alla lettera H: in Nocpix indica il 640×512, in HIKMICRO il 384×288. Fa eccezione il LYNX LH15 3.0, che secondo HIKMICRO ha un sensore 320×240.
  • Numero: la focale dell'obiettivo termico, ad esempio 35 = 35 mm.
  • Telemetro laser: suffisso R in Nocpix (VISTA H50R), L in HIKMICRO (LYNX LQ35L, FALCON FQ50L).
  • HIKMICRO N: illuminatore IR da 940 nm (HABROK HQ50LN, CHEETAH C32F-SN).
  • Nocpix D: canale digitale giorno/notte (NITE D70R, NITE PRO D50R).
  • Versione: “2.0” o “3.0” indicano la generazione della serie HIKMICRO, “ACE 2” la seconda generazione Nocpix.

Nocpix e HIKMICRO: le gamme a catalogo

Nocpix

Nocpix è un marchio specializzato nella termografia per la caccia, con sensori VOx a 12 µm e NETD fino a ≤12 mK, display AMOLED (Vision+) ed elaborazione d'immagine Reality+ (R+).

  • LUMI: monocoli compatti con obiettivi F0,9, dal LUMI P13 (256×192) al LUMI H35 (640×512), anche con telemetro (L35R, H35R).
  • VISTA: monocoli di fascia alta con telemetro e stabilizzazione, come il VISTA H50R.
  • QUEST: binocoli termici con telemetro da 1.000 m e batteria doppia (H35R, H50R, S50R).
  • OMNI: binocoli multispettrali con canale digitale 8K, termico e telemetro (L19R, H35R).
  • ACE e ACE 2: ottiche termiche da puntamento con display 2560×2560, zoom oculare, telemetro e calcolo balistico, come l'ACE 2 H35R.
  • BOLT: ottiche termiche con telemetro, dal BOLT P25R al BOLT H50R.
  • MATE, SLIM e NITE: clip-on termici, dispositivi 2 in 1 e ottiche digitali giorno/notte.

HIKMICRO

HIKMICRO è uno dei principali produttori di termocamere e copre tutte le tipologie, dal monocolo d'ingresso ai binocoli multispettrali professionali.

  • LYNX 3.0: monocoli compatti con tecnologia shutterless, dal LYNX LE10 al LYNX LQ35L con telemetro.
  • FALCON e CONDOR: monocoli con sensore 640×512, anche con telemetro (FALCON FQ50L, CONDOR CQ35L).
  • GRYPHON: monocolo multispettrale con fusione delle immagini (GH25).
  • HABROK e RAPTOR: binocoli multispettrali con canale digitale 4K e telemetro, dall'HABROK 4K HE25L 2.0 all'HABROK Pro HX60LS con sensore 1280×1024.
  • STELLAR, PANTHER, NEOS e THUNDER: ottiche termiche da puntamento e clip-on.
  • ALPEX e CHEETAH: ottiche e clip-on digitali giorno/notte, come l'ALPEX 4K LRF A50EL con telemetro.

A catalogo trovi anche visori termici e notturni di altri marchi, come il monocolo Vortex Veil 400, i termici Konus Fiery e le ottiche digitali Sightmark Wraith.

Campi di utilizzo

  • Caccia di selezione e controllo degli ungulati: individuare e valutare i capi all'alba, al tramonto e, dove autorizzato, di notte; il binocolo o il monocolo restano lo strumento di ricerca anche quando si usa un'ottica da puntamento.
  • Recupero dei capi feriti: un animale ferito resta caldo e visibile al termico anche nella vegetazione fitta.
  • Sicurezza: prima del tiro il termico aiuta a verificare che non ci siano persone, cani o altri animali nella zona e dietro il bersaglio.
  • Osservazione naturalistica: seguire la fauna notturna senza disturbarla, censimenti e documentazione con foto e video.
  • Agricoltura e proprietà: controllare campi e recinzioni contro i danni da cinghiali, sorvegliare animali domestici e da allevamento.
  • Outdoor e ricerca: escursionismo notturno, ritrovamento di un cane da caccia o di un animale smarrito e attività di ricerca e soccorso.
Cacciatore in altana che osserva con un binocolo multispettrale HIKMICRO HABROK
Nelle lunghe attese in altana il binocolo permette di osservare con entrambi gli occhi. Foto: HIKMICRO

Cosa dice la normativa italiana

L'uso di questi dispositivi durante l'attività venatoria è regolato dalla legge 157/1992 e dalle norme e dai calendari venatori regionali. In sintesi:

  • Il decreto legge 63/2024 (convertito dalla legge 101/2024) ha introdotto all'articolo 13 della legge 157/1992 il comma 2-ter, che consente nella caccia di selezione al cinghiale l'impiego di dispositivi di puntamento, anche digitali, per la visione notturna. Sono esclusi i dispositivi che rientrano nel materiale d'armamento (legge 185/1990). Le Regioni hanno recepito la norma nei propri calendari.
  • Per gli altri tipi di caccia, la giurisprudenza (ad esempio la Cassazione, sentenza 48459/2015) ha considerato un visore notturno montato sull'arma un mezzo non consentito.
  • Le attività di controllo della fauna (articolo 19 della legge 157/1992) si svolgono secondo i piani regionali, che stabiliscono chi può intervenire, in quali orari e con quali mezzi.

Le regole cambiano da Regione a Regione e vengono aggiornate spesso: prima di usare un visore durante la caccia o il controllo verifica sempre il calendario venatorio e i piani della tua Regione. Le informazioni di questa sezione hanno solo scopo divulgativo e non sostituiscono la normativa vigente.

Quale scegliere in base all'uso

Esigenza Tipo di dispositivo Cosa guardare
Primo visore per cercare la selvaggina a distanze brevi e medie Monocolo termico compatto 256×192 o 384×288, focale 13–25 mm, batteria sostituibile
Osservare prati e radure a distanza Monocolo o binocolo termico 640×512, focale 35–50 mm, NETD ≤15 mK, telemetro
Lunghe attese in altana Binocolo termico o multispettrale Visione con due occhi, autonomia, canale digitale per il riconoscimento
Ottica giorno/notte al miglior prezzo Ottica digitale da puntamento Sensore 4K, illuminatore 850 o 940 nm, telemetro
Usare il proprio cannocchiale anche di notte Clip-on termico o digitale Adattatore giusto, ingrandimento massimo consigliato del cannocchiale
Un solo strumento per osservare e mirare Dispositivo 2 in 1 Attacco a sgancio rapido senza perdita di azzeramento

Checklist prima dell'acquisto

  • Tecnologia: termico per individuare, digitale per vedere i dettagli a costi contenuti, multispettrale per avere entrambi.
  • Tipo: monocolo, binocolo, ottica da puntamento, clip-on o 2 in 1.
  • Risoluzione del sensore: almeno 384×288 per la caccia a media distanza, 640×512 come scelta più versatile.
  • NETD: 20 mK o meno.
  • Obiettivo: focale corta per il bosco, lunga per gli spazi aperti.
  • Telemetro: utile per stimare la distanza e indispensabile per il calcolo balistico.
  • Batteria: autonomia dichiarata e possibilità di sostituirla sul campo.
  • Accessori: attacchi, adattatori clip-on, illuminatori IR, custodie.
  • Normativa: verifica cosa è consentito nella tua Regione.

Trovi tutti i modelli nelle collezioni Visori termici e Visori notturni e nelle pagine dei marchi Nocpix e HIKMICRO. Basi, adattatori e batterie sono nella sezione Accessori per ottiche. Per un consiglio sul modello più adatto puoi contattarci.

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